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MAGGIO: alla scoperta dei Caselli di Porta Venezia

Storia e Arte. Con AutoRigoldi una visita guidata speciale

Doppio l'appuntamento organizzato da AutoRigoldi per maggio: una visita guidata speciale ai Caselli ex-Daziari di Porta Venezia, oggi Casa del Pane, scoprendo storia e segreti della Milano austriaca e un incontro con l'arte contemporanea con la mostra di Franca Pisani allestita presso la Casa del Pane.





Programma visite guidate gratuite

Domenica 11 e 18 maggio ore 18.00

Domenica 25 ore 18.00

Prenotazioni gratuite: 393.931.67.63



Percorso: Visita al Casello Ovest "Casa del Pane" di Porta Veneziae e Mostra "Scolpire la vita" personale di Franca Pisani
Durata: circa 60 minuti per gruppi di max 8 persone
1826: un nuovo progetto per celebrare la riconquista di Milano
Il progetto dei Caselli Daziari di Porta Venezia, promosso dagli austro-ungarici che riconquistarono il controllo di Milano con l'intento di celebrare idealmente il collegamento con l'Austria, risale al 1826. Con il titolo di "Più meritar che conseguir desio" fu il progetto, di ispirazione neo-classica, dell'architetto bresciano Rodolfo Vantini a vincere il concorso indetto per la costruzione del più monumentale tra i Caselli Daziari, posto sulla linea della cerchia dei bastioni che correva sul perimetro della città, separandola e proteggendola dall'esterno.



Uno scorcio in direzione del centro dei Caselli del Vantini in una stampa dell'epoca. Si può notare la cancellata rimovibile progettata dall'architetto bresciano per non interferire con la visione prospettica e allo stesso tempo garantire la chiusura della via d'accesso all'interno della città. [Fonte: sito ufficiale della Casa del Pane +link ]
1900: i Caselli verso il declino
Con la fine dell'800 la stabilizzazione politica dell'Europa svuota progressivamente l'impianto dei Caselli della propria funzione di controllo e difesa. Con il tempo cambia la destinazione d'uso degli edifici, come accade in molte altre aree della città, così al riparo dei portici si insediano associazioni, ambulatori medici, sezioni di partito e piccole biblioteche rionali, contribuendo ad una progressiva e devastante mutazione della struttura. Solette posticce, porte murate, tetti smantellati sono solo alcuni degli scempi architettonici e strutturali che li riducono ad un intrico di installazioni posticce, corridoi ciechi, condannandoli ad un progressivo abbandono.

Sopra: i Caselli come apparivano al culmine del lungo periodo di abbandono.[Fonte: sito ufficiale della Casa del Pane